HOME | BLOG |

 Wilmer Paloschi, da campione a terapista

|  10/11/2021

-  Laura Alfieri

Wilmer Paloschi, da campione a terapista

Wilmer Paloschi, fisioterapista e osteopata

Abbiamo incontrato Wilmer Paloschi, ex campione internazionale di pattinaggio velocità a rotelle, per scoprire attraverso le sue parole come un campione possa avere successo anche professionalmente.

L’atleta, i successi, una bandiera per Sesto

Classe 1971, è stato campione nazionale e internazionale di pattinaggio velocità a rotelle, con una carriera sportiva durata vent’anni, di cui quindici a livello professionistico. Ha vinto diversi premi nella categoria juniores, è stato quattro volte campione europeo in quella seniores e si è piazzato al quinto posto ai Campionati mondiali di Colorado Springs nel 1993. Nel corso della propria carriera sportiva, ha ricevuto anche il prestigioso Premio Torretta per lo sport, le arti e le professioni. È tra i candidati di Sesto San Giovanni come cittadino con meriti sportivi, nel contesto della assegnazione del titolo “Città europea dello Sport 2022”, che si terrà a febbraio e per il quale Sesto spera di concorrere.

 

Il nuovo percorso professionale

Oggi è fisioterapista e osteopata a Sesto San Giovanni e continua a mantenere uno stretto legame con il mondo sportivo, collaborando con diversi professionisti e società. Il suo obiettivo è quello di sviluppare una metodologia davvero efficace, legata sia al recupero funzionale da traumi, sia alla prevenzione degli stessi, ma anche alla ottimizzazione della prestazione sportiva in generale.

 

“Essere stato un atleta mi ha aiutato molto nella mia professione, mi ha permesso di avere un’esperienza sul mio fisico che ho poi potuto portare nel recupero funzionale dei traumi a livello sportivo. Spesso si punta alla ripresa veloce, ma, se non si conoscono certe dinamiche, si hanno poi facilmente delle ricadute. Essere stato uno sportivo mi permette di conoscere queste dinamiche e anche di dialogare con gli atleti in maniera diretta.” – W. Paloschi

 

Lo scopo è anche conciliare l’alta prestazione con la longevità sportiva: permettere all’atleta, grazie alla conoscenza del proprio corpo finalizzata alla diagnosi precoce e al recupero funzionale adeguato, di essere tale anche da adulto e da anziano, senza che debba interrompere la sua attività una volta finita la vita agonistica. Anche perché gli atleti saranno i futuri allenatori e potranno trasmettere questa mentalità.

 

Il progetto con Ad Astra Volley

Questo tipo di approccio è utile non soltanto agli atleti, ma anche alle società sportive. Lo dimostra la collaborazione con Ad Astra Volley, grazie alla quale si sta creando un ottimo rapporto tra l’attività fisica e la prevenzione.

 

“Soprattutto stiamo cercando di creare una connessione tra i vari ruoli, che possa essere funzionale all’atleta. Spesso, infatti, quest’ultimo trova delle discordanze tra le opinioni del terapeuta, del preparatore atletico e dell’allenatore. Quello che invece vogliamo sviluppare con Ad Astra è un’equipe che lavori veramente insieme, perché la collaborazione è fondamentale, proprio in funzione del recupero e della prestazione, che, senza questa sinergia, non sarà ai massimi livelli.”

 

Per chi vuole intraprendere un’attività sportiva è fondamentale, dunque, avere un’equipe che sappia portare un ragazzo ad avere un percorso formativo adeguato, a 360 gradi, e ad avere voglia di fare attività sportiva fino a quando sarà anziano. La passione deve essere alimentata, proprio creando una sinergia tra tutti nell’ambiente che circonda l’atleta.

Picture of Laura Alfieri

Laura Alfieri

Giornalista | Ufficio stampa associazione sportiva

Condividi questo articolo